lunedì 28 settembre 2015

I Porti Grigi

Ci mancavo da due edizioni e l'impatto è notevole.
Al Giringiro, intendo. Qua si è in più di cinquecento, roba impressionante, che l'ultima volta se non ricordo male, si era in quattro pellegrini, col cartellino di carta da marcare col pennarello ai controlli.
Al solito la gara è bella, tirata in piedi con passione, tanto che mi ci lordo dentro come in un anguria, in piena facciam da orecchio a orecchio.

Però la sensazione è sempre quella. Il Mondo Di Corsa cambia e non è colpa sua. Ma son io che non tengo il passo. Sono tra quelli del Podismo d' Altri Tempi, però tra quelli un po' disadattati e che rimuginano, come i vecchi, che una volta era diverso.

Non dico più bello, più romantico o altro. Semplicemente diverso.
E proprio non riesco a spiegare. Tant'è che mica eran poi sempre rose e fiori, si correva quasi di contrabbando. Voglio dire, se passavi dalla piazza del paese in calzamaglia da corsa, ad andarti bene di portavi a casa un "Culatòn", urlato tra ghigna e pernacchie. Ma era tutto parte del gioco. 

Al cambiamento ci si deve abituare insomma e, in fondo, è forse davvero molto più incoraggiante. Che vedere gente che corre a mazzi è sempre buona speranza per il futuro, parafrasando Orson Welles.
Meno bello e poetico è però sapere che chi ha vinto una delle tue vecchie gare di casa ha sul gobbo squalifica per doping in altro sport. Son polemico, lo so, ma ste cose a me garbano poco.
 
Ma insomma il senso di essere parte di un' Era passata resta e balena, in un cantuccio, l'idea dei Porti Grigi.
Ma è idea lontana, intendiamoci. I nodi delle barche restan ancora e per ora, ben stretti. 

Per chi ha capito la citazione oscura, la soundtrack è corollario, quasi matematico. I Blind Guardian, con la splendida Lord Of The Rings, qui in ottima versione live.

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